“Io credo...” questa è la prima frase ingannevole. Non basta credere per essere salvati infatti anche Satana crede che Dio esista: lo ha destinato all’Inferno, più reale di così!

Mi mancava il passo più importante e cioè passare da credere a fidarmi. Mi spiego. In un circo un uomo dice di attraversare il tendone camminando su una corda: più o meno tutti gli crediamo. Arrivato dall’altro lato chiede chi è disposto a farsi portare in braccio tornando indietro. A quel punto nessuno vuole rischiare. Gli abbiamo creduto ma non ci fidiamo, non siamo disposti ad affidare la nostra vita a lui in poche parole… non abbiamo fede.

Purtroppo questa era la mia condizione: credevo ma non mi fidavo di Dio. Come avrebbe potuto intervenire nella mia vita se non gli davo una possibilità? Come avremmo potuto fare un percorso insieme se io rimanevo a guardarlo dalla finestra? La seconda parte della frase poi era ancora più ingannevole della prima: Sono una brava persona! Certo di fronte alla legge umana forse sì, di fronte a insegnanti e datori di lavoro anche, ma di fronte a Dio come stavano le cose?

La mia identità di brava persona (e di conseguenza di brava cristiana) si fondava sulla convinzione, sbagliata, che l’Eterno ragionasse come noi. Non era bastata la Bibbia intera per farmi cambiare idea, continuavo a rimpicciolire la Sua grandezza inscatolandolo nella mia piccola mente. Eppure le sue parole sono chiare: “Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti2”. 

“Sì va bene, ma io non commetto peccati gravi come uccidere, rubare, tradire…” 

Questo intendevo quando ho detto che facevo ragionare l’Eterno come noi. Dio non attribuisce un punteggio ai peccati né alle opere giuste. Non è una somma algebrica dove i positivi devono superare i negativi né una graduatoria dal più grande al più piccolo. Qualunque peccato rompe quell’armonia col Creatore esattamente come il morso al frutto proibito ha segnato la fine del rapporto fra Adamo e Dio.

Anni fa avevo una carissima amica con la quale condividevo tutto. Avevamo passato anni bellissimi e vissuto grandi esperienze. Un giorno questa ragazza tradì la mia fiducia. Nonostante non fosse una questione grave, il rapporto si incrinò; era venuta meno su un solo punto ma aveva compromesso tutti i punti.

Un giorno, per scrupolo, ho analizzato tutti quei “punti”3 per stilare una specie di classifica e mi sono accorta di aver perso 10 a 0.

1 Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. 

2 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.

3 Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.

4 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

5 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

6 Non uccidere.

7 Non commettere adulterio.

8 Non rubare.

9 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

10 Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

 

1. Potevo dire di aver messo sempre Dio al primo posto? Oppure altre cose, anche se onorevoli come la famiglia o il lavoro, avevano assorbito totalmente la mia attenzione? 1 a 0!

2. Non avevo mai affidato la mia salvezza agli idoli o a creature (santi, statuette, amuleti, porta fortuna, superstizioni ecc.) invece che al Creatore dubitando cosi della Sua potenza? 2 a 0!

3. Non avevo mai giurato (chiamando Dio a testimone) oppure usato il nome di Dio come intercalare, o bestemmiato in un momento di collera? 3 a 0!

4. Potevo dire di aver sempre ricordato il sabato come giorno sacro a Dio oppure mi ero lasciata travolgere dal lavoro e dal desiderio del guadagno dimenticando che il Signore mi aveva donato tutto quello che possedevo (a cominciare dalla mia vita) e che sarebbe stato doveroso ringraziarlo? In fondo mi chiedeva un solo giorno su sette… 4 a 0!

5. Onora tuo padre e tua madre…. Alzi la mano chi non ha mai avuto una disputa con i propri genitori. 5 a 0!

6. Questo almeno speravo di poterlo vincere ma invece no. Sicuramente ho ucciso con la lingua, con le cattive intenzioni, con il rancore, con la vendetta. 6 a 0!

7. Per quanto riguarda l’adulterio ero sicura: sicuramente no! Poi leggo: “Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore4”. Cavolo, se non servivano gli atti ma bastavano i pensieri ero proprio messa male. 7 a 0!

8. Rubare. Non intendo solo sottrarre un oggetto a qualcuno ma anche rubarne la proprietà: scaricare musica o altro materiale illegalmente senza riconoscere i diritti di autore, evadere il fisco, rubare le idee… senza considerare che tutte le volte che non ho fatto nulla per impedirlo mi sono resa complice delle trasgressioni altrui. 8 a 0!

9. Quante volte non mi sono assunta le mie responsabilità o ho scaricato su altri i miei errori? Quante volte ho mentito a fin di bene o quante volte ho lasciato che altri mentissero voltandomi dall’altra parte? 9 a 0!

10 Infine gli oggetti materiali, l’affanno del possesso, l’indisponibilità a cedere ad altri una parte del mio benessere… Purtroppo neanche il punto della consolazione. 10 a 0!

Dopo questa riflessione la mia idea di essere una “brava persona” suonava molto ridicola per non dire ipocrita. Ho capito la frase “Vuoi accettare Gesù come tuo personale Salvatore?”. In effetti avevo molto da salvare ed era impensabile riuscirci da sola. Lì ho deciso di affidare la mia salvezza a Gesù, fidarmi di Lui e del fatto che ha già compiuto tutto rendendomi figlia salvata, a tutti gli effetti, non dalle mie forze ma dalla sua grazia. 

Gesù ci offre un biglietto per l’eternità, dobbiamo solo accettare quel regalo e potremo ripartire con Lui da subito.

Alessia M.


1. Giacomo, 2-19 Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. 

2. Giacomo, 2-10

3. Esodo 20, 2-17. Non stupisca la discrepanza numerica: questi sono i comandamenti dati da Dio nella loro versione originale. La tradizione poi li ha rinumerati eliminando il secondo e spezzando in due l’ultimo.

4. Matteo 5,28