Parole
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Le nostre relazioni si nutrono di parole con le quali possiamo sostenere ed incoraggiare ma anche ferire ed uccidere.

Ecco quindi che i vocaboli, se usati al meglio, possono diventare uno strumento di pace e positività ... delle autentiche "parole superstar" per migliorare la nostra vita e i nostri legami.

Cosa vuol dire teatro? La parola deriva da un vocabolo greco e successivamente dal latino "theatrum" e significa guardare, essere spettatore: era riferito sia all'edificio per le rappresentazioni drammatiche, che per le assemblee per pronunciare orazioni.

Il teatro ha origini antichissime, è una delle prime manifestazioni culturali dell'uomo. Nelle prime civiltà il teatro è legato a due termini: rito e mito. In occidente la storia del teatro parte dalla Grecia, culla della nostra civiltà. Il teatro è una finestra sul mondo, vuole rappresentare storie e trasmettere messaggi, per innescare un'apertura mentale nei confronti del nuovo e del differente, sviluppando modi di osservazione e di pensiero lucidi. Ecco l'importanza di celebrare la giornata mondiale del teatro, creata a Vienna nel 1961, durante il IX congresso mondiale dell' Istituto Internazionale di Teatro (I.T.I). L'obiettivo è di  incoraggiare gli scambi nel campo della conoscenza e della pratica delle arti della scena; stimolare ed allargare la cooperazione fra le persone di teatro, al fine di sensibilizzare  l'opinione pubblica riguardo alla creazione artistica come mezzo per la comprensione reciproca ed il rafforzamento  dell' amicizia e della pace tra i popoli.

Perché il libro rappresenta un linguaggio universale che accomuna autori e lettori di varie età, sesso, cultura, estrazione sociale.

Un libro contiene vita: trabocca di pensieri, energia, emozioni, sensazioni e sentimenti. Alimenta l'anima del lettore, la conduce alla scoperta di mondi e realtà inesplorate, permettendole di sondare la sua parte più intima. La tecnologia oggi si è evoluta rapidamente, garantendo una connessione con il resto del mondo comodamente da casa. Questo "progresso" che è risultato molto utile nel periodo di lockdown da coronavirus, per contro, ci ha reso più asettici e schematici, prosciugando quella spinta creativa, emozionale e spirituale di cui è assetata la nostra anima: l'ha intrappolata e ingabbiata a favore di una comunicazione rapida e stereotipata. Leggendo un buon libro permettiamo all'anima di spiccare il volo, di utilizzare quella sua linfa vitale, emozionale ed immaginativa che potrà fluire attraverso la trama o i personaggi raccontati.  Un buon libro è come un amico discreto e silenzioso, a cui possiamo confidare ed affidare i nostri pensieri più intimi. 

Ecco i motivi per i quali va curata, difesa e sostenuta la divulgazione del libro e del diritto d'autore in ogni ambito, nel tempo e nel mondo: il libro rappresenta una vera medicina per l'anima. 

Senza libri non circolerebbero la cultura, il sapere e nemmeno la libertà: infatti, come ribadito in un'interessante citazione tratta da Twitter, "la lettura crea indipendenza" ... quindi ... lasciamoci contagiare ... 

Considerazioni di un papà

(liberamente tratto da pensieri di Fabrice Hadjadi) dal libro: Con Madre Teresa - 24 proposte per una vita felice

A cura di : Luigi Guglielmini e Fausto Negri

Edizioni: Paoline

Il bambino ci attira su un'isola selvaggia al di fuori della civiltà. Ci toglie i condizionamenti. Ci pone ai margini della falsa vita di società, delle complicazioni del prestigio. Con lui si può prendere il largo e tornare a ciò che è fondamentale. Il bambino ci riporta bruscamente al lavoro: bisogna davvero lavorare molto per lui, la piccola peste. Questo piccolo essere disarmato ha dunque una forza portentosa. Non mi ero mai alzato di notte per il mio vicino, ora sono sei mesi che dormo con un occhio solo e mi sveglio almeno cinque volte ogni notte. Non mi ero mai sentito pronto a morire per un altro, eppure appena si ammala e piange vorrei essere al posto suo. Ho così imparato la seguente legge fondamentale dell'esistenza: è facile essere indipendenti da coloro dai quali si dipende, ma si è terribilmente dipendenti da coloro che dipendono da noi. Mai mi ero interrogato così tanto sull' avvenire: l'angioletto, che si presenta senz'altro potere che la sua impotenza, sembra rendermi possibile l'impossibile. È come un cardiotonico che rinforza il mio cuore e ne trae risorse inattese. Di due giovani che erano lì un attimo prima, egli ne fa una mamma forte e un padre rincitrullito. Senza dire una parola, un figlio ci fa ricordare la nostra origine, le nostre radici. Capiamo qualcosa dei nostri genitori non appena diventiamo padre o madre. E forse, capiamo qualcosa pure di Dio Padre.

 

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