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Tratto da "La Repubblica" del 1 marzo 2021

 
La parola chiave per capire il fenomeno del lavoro minorile è "sommerso". Nel mondo 152 milioni di bambini sono vittime di sfruttamento (lavorativo, sessuale, accattonaggio forzato), di cui 73 milioni costretti in attività pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e lo sviluppo morale dei minori.
Un fenomeno presente anche nei Paesi più avanzati come l'Italia, seppure da noi  vietato dal 1967, e che la pandemia, la chiusura delle scuole e l'allargamento delle aree di povertà, ha aggravato.
 
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Nell'opera di Klimt (Le tre età della donna), madre e figlia sono immerse in un sonno profondo e rassicurante.

La donna dalle guance colorate è raffigurata con un'espressione del volto distesa e tranquillizzante. Una serenità che è ben rappresentata anche dalla bambina posata sul grembo della madre con le sue mani e la sua innocenza di riccioli castani. Un'unione, quella tra madre e bambina, metafora del legame indissolubile che accomuna per natura, ciascuna mamma con i suoi figli.

Cosa vuol dire teatro? La parola deriva da un vocabolo greco e successivamente dal latino "theatrum" e significa guardare, essere spettatore: era riferito sia all'edificio per le rappresentazioni drammatiche, che per le assemblee per pronunciare orazioni.

Il teatro ha origini antichissime, è una delle prime manifestazioni culturali dell'uomo. Nelle prime civiltà il teatro è legato a due termini: rito e mito. In occidente la storia del teatro parte dalla Grecia, culla della nostra civiltà. Il teatro è una finestra sul mondo, vuole rappresentare storie e trasmettere messaggi, per innescare un'apertura mentale nei confronti del nuovo e del differente, sviluppando modi di osservazione e di pensiero lucidi. Ecco l'importanza di celebrare la giornata mondiale del teatro, creata a Vienna nel 1961, durante il IX congresso mondiale dell' Istituto Internazionale di Teatro (I.T.I). L'obiettivo è di  incoraggiare gli scambi nel campo della conoscenza e della pratica delle arti della scena; stimolare ed allargare la cooperazione fra le persone di teatro, al fine di sensibilizzare  l'opinione pubblica riguardo alla creazione artistica come mezzo per la comprensione reciproca ed il rafforzamento  dell' amicizia e della pace tra i popoli.
Madre, 
mi sono care le rughe
del tuo volto, 
ed il sorriso paziente 
che sempre ha accompagnato
il mio essere bambina.
Sono cresciuta
alla tua scuola,
ed ora,
non più giovane,
mi rifrango silenziosa
nel tuo stesso sguardo.
 
Fausta Giovanelli
 
 

UN'IMMAGINE FLUTTUANTE

Non si spegnerà mai 
il ricordo di te, mamma.
Avevi per me
sorrisi da afferrare 
e carezze da condividere.
Ti preoccupavi
 dei miei passi
anche quando già
guardavo il mondo
con i miei occhi.
Nelle tue preghiere
c'era il mio sogno
e la tua guida costante
mi ha aperto il sentiero 
per raggiungerlo.
Quando ti penso
m' inonda un pianto silenzioso
dove può annegare
la disperazione della mia anima.
Ed io sono qui
a scrutare ancora dal bozzolo
delle mie ignote potenzialità
brecce di futuro, cercando di sfuggire
agli spettri delle mie incertezze.
Nella mente sei
un' immagine fluttuante.
Si risvegliano memorie lontane
che riaccendono il sorriso,
se mi abbandono al vento dell'amore
che mi hai donato a piene mani.
 
Giusy Guarino

 

Considerazioni di un papà

(liberamente tratto da pensieri di Fabrice Hadjadi) dal libro: Con Madre Teresa - 24 proposte per una vita felice

A cura di : Luigi Guglielmini e Fausto Negri

Edizioni: Paoline

Il bambino ci attira su un'isola selvaggia al di fuori della civiltà. Ci toglie i condizionamenti. Ci pone ai margini della falsa vita di società, delle complicazioni del prestigio. Con lui si può prendere il largo e tornare a ciò che è fondamentale. Il bambino ci riporta bruscamente al lavoro: bisogna davvero lavorare molto per lui, la piccola peste. Questo piccolo essere disarmato ha dunque una forza portentosa. Non mi ero mai alzato di notte per il mio vicino, ora sono sei mesi che dormo con un occhio solo e mi sveglio almeno cinque volte ogni notte. Non mi ero mai sentito pronto a morire per un altro, eppure appena si ammala e piange vorrei essere al posto suo. Ho così imparato la seguente legge fondamentale dell'esistenza: è facile essere indipendenti da coloro dai quali si dipende, ma si è terribilmente dipendenti da coloro che dipendono da noi. Mai mi ero interrogato così tanto sull' avvenire: l'angioletto, che si presenta senz'altro potere che la sua impotenza, sembra rendermi possibile l'impossibile. È come un cardiotonico che rinforza il mio cuore e ne trae risorse inattese. Di due giovani che erano lì un attimo prima, egli ne fa una mamma forte e un padre rincitrullito. Senza dire una parola, un figlio ci fa ricordare la nostra origine, le nostre radici. Capiamo qualcosa dei nostri genitori non appena diventiamo padre o madre. E forse, capiamo qualcosa pure di Dio Padre.

 

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