Tessere il futuro
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Guarda nel tuo armadio, cerca i tuoi capi di abbigliamento preferiti e poi osserva le etichette delle magliette, pantaloni, maglioni, scarpe, cappelli e zaini. Quasi tutti i Paesi produttori sono concentrati nell' area del sud est asiatico, in particolare il settore calzaturiero.Perché mai tutte le grandi marche trovano vantaggioso lavorare in quegli stati così lontani?
Facciamo un passo indietro e vediamo di seguire il viaggio di una pianta: il cotone.
Il cotone fiorisce, si apre la sua capsula, viene raccolto e sgranato. Dopodiché c'è la selezione e la pulitura, la preparazione della fibra, la filatura, torcitura, imbozzinatura, tessitura ed immagliatura. È in quest' ultima fase che può avvenire la trasformazione in capi di abbigliamento. Il prodotto grezzo ottenuto può essere tinto o stampato con motivi e decorazioni varie, su richiesta; quindi c'è il processo di finissaggio, cioè di rifinitura, che prepara i capi per essere inviati agli ingrossi. Dai distributori vengono poi spediti nei negozi di tutto il mondo, come ultimo approdo, per la vendita fisica oppure on line. I Paesi dove crescono le piantagioni di cotone (es. Cina e Pakistan) sfruttano il lavoro minorile e convengono salari da fame per la sua produzione. Le piccole mani dei bambini infatti sono molto apprezzate per alcune mansioni. Le grandi aziende e i grandi brand internazionali, che ricevono il prodotto finito, per la vendita, hanno invece un notevole profitto.
Ecco l'importanza della creazione di un commercio equo e solidale, etico, in contrapposizione a quello delle multinazionali, che permette di lavorare materia prima di buona qualità, senza che ci sia una speculazione ma con giuste garanzie, oltre ad avere un occhio di riguardo per l'ambiente.

Il termine pesticida è caratterizzato dal suffisso "cida" che significa capace di uccidere. I pesticidi infatti sono microorganismi o sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per eliminare tutto ciò che danneggia le piante coltivate (parassiti, acari, funghi e muffe) e compromette la loro produttività.

Il punto fondamentale è che, per eliminare i loro bersagli, i pesticidi agiscono non solo sulla struttura degli organismi nocivi ma interferiscono anche su quella di altri in modo indiretto: Ecco perché rappresentano un pericolo per la salute dell'uomo e dell'ambiente. Dal punto di vista umano possono nuocere al sistema nervoso centrale (malattie neurodegenerative) e agli apparati riproduttivi, essere la causa di tumori, come leucemie e melanomi, nonché arrecare danni alla salute infantile, a causa dell'esposizione. Il loro impatto sull'ambiente inoltre, è notevole, con contaminazione, non solo di frutta e verdura, ma delle acque, anche sotterranee e del suolo.
L'Italia purtroppo è il primo Paese d'Europa per uso di chimica in agricoltura, con utilizzi doppi rispetto a Francia e Germania.
Per questo è necessario creare consapevolezza ed elaborare nuove soluzioni naturali.

Iqbal Masih nasce a Muridke (Pakistan) nel 1983. A quattro anni il padre lo vende come lavorante ad un fabbricante di tappeti per 12 dollari, una cifra che in Pakistan basta a costituire un debito difficilmente solvibile, anche a causa degli interessi usurari.

Ormai ostaggio del suo padrone, Iqbal lavora inginocchiato al telaio e spesso incatenato, per il suo carattere ribelle, dodici e più ore al giorno.

A nove anni Iqbal riesce ad uscire dalla fabbrica - prigione con altri bambini, per assistere ad una manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF). Per la prima volta viene a sapere di avere dei diritti. Iqbal inizia a studiare. Vorrebbe diventare avvocato per difendere i bambini, i cui unici strumenti di lavoro, come ripete anche in una storica conferenza, dovrebbero essere penne e matite.Con 15.000 dollari di un premio ricevuto per la sua attività, progetta di costruire una scuola per gli ex bambini schiavi. Domenica 16 aprile 1995, in una delle prime, vere giornate di svago della sua vita, mentre con due cuginetti corre in bicicletta, il dodicenne Iqbal è colpito a morte dagli spari di sicari della "mafia dei tappeti". I suoi assassini non sono mai stati individuati.

 ... Iqbal non sa bene com'è andata, come è stato che un giorno parlava alle rane sulle rive dello stagno e il giorno dopo era seduto davanti a un muro di fili.
" VAI" gli ha detto lo zio, spingendolo verso una porta sconosciuta, Iqbal si è girato, e lo zio non c'era più.
"ENTRA" gli ha detto l' uomo con la faccia di pietra.
Penombra. Aria di tosse. Bambini muti. Poi il telaio ... Cosa ci devo fare? ... e il coltello ... e il pettine ... A cosa servono? Iqbal non capisce, la testa è come immersa nello stagno. Adesso mi alzo , esco, torno a ... "LAVORA"! ordina l' uomo con la faccia di pietra, Iqbal si rimette seduto. Guarda i bambini e inizia a intrecciare come loro nodi colorati tra fili bianchi ... Non una volta o per un' ora soltanto ... continua ... . 
 
Testo tratto dal libro: Iqbal, Il sogno di un bambino schiavo
Autore: Chiara Possano 
Edizioni: Aria

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