Chi
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Perchè evangelici?

Siamo cristiani che riconoscono Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore. Il termine "evangelici" inizialmente ci è stato affibbiato da altri. Purtuttavia ci sta bene se si vuole mantenere la radice del suo significato. Evangelico proviene dal termine Evangelo (o Vangelo) che significa "buona notizia", la buona notizia di Gesù Cristo appunto. Infatti noi crediamo di doverci riferire al Vangelo ed alla Bibbia come alla somma autorità per la nostra fede e condotta di vita. La Bibbia è assolutamente centrale per la fede cristiana. L'uomo saprebbe molto poco su Dio e su se stesso se Dio non avesse parlato e non si fosse rivelato nella sua Parola. Il Dio che emerge dalle pagine della Bibbia non è un Dio indifferente, immobile e muto, ma il Dio che parla alla sua creatura, un Dio che è in missione verso l'uomo smarrito.

Per questo la Bibbia è essenziale per la vita di chiunque. Sostenere la sua centralità significa prima di tutto riconoscere che la Bibbia è il mezzo particolare attraverso il quale Dio comunica la sua verità all'uomo. Senza di essa ci sarebbe molta incertezza, ma per mezzo suo vi può essere la luce e la certezza di attingere dalla fonte diretta di Dio. Avendo perciò Dio rivolto all'uomo il suo messaggio, quest'ultimo può sperare, essere liberato e salvato.

In questo senso essere evangelici significa essere coerenti con l'affermazione di Dio come Signore, come Colui che ha parlato nella sua Parola e che attraverso di essa può liberare l'uomo da tutte le sue illusioni rivolgendogli una parola certa per la sua salvezza. Se la Bibbia è il mezzo attraverso il quale Dio comunica la sua verità all'uomo, allora ogni uomo ha la libertà d'accostarsi ad essa. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio è tale da non aver bisogno d'altro sostegno che la sua stessa forza. Lo Spirito Santo è capace di rendere efficace la Scrittura nel cuore delle persone.

Guida della Chiesa Cristiana Brianza

 

 Nella Chiesa Cristiana Brianza chiamiamo il team degli anziani responsabili Gruppo di Servizio, a sottolineare che essi hanno un ruolo di servizio e guida.

Presentiamoci (da sinistra a destra):

Enzo Di Salvia

La mia conversione risale a trenta anni fa, a quando cioè non avevo grossi riferimenti a cui guardare per vivere serenamente e con un senso.
All'epoca la vita mi sembrava opprimente e priva di scopo, una lunga malattia di mio padre mi segnò notevolmente durante l'adolescenza.
L'incontro con Gesù, dopo aver cercato risposte alle mie domande esistenziali, fu folgorante e mi diede finalmente slancio e fiducia nel vivere. Ora mi sentivo amato, con un valore, accettato da Dio. Da allora ho cercato di essere utile come volontario in missioni ed opere che divulgassero il Vangelo agli altri. Sento che questo mondo ha bisogno di conoscere l'Amore vero, la speranza della fede che diviene forza vitale, e noi cristiani possiamo fare la nostra parte. Nella mia comunità mi occupo di promuovere l'evangelizzazione, la missione e faccio parte del gruppo degli insegnanti della Bibbia. 

 

Elio Valerio

Sono cresciuto in una famiglia di cristiani osservanti, quindi per tutta la mia infanzia ho avuto la convinzione dell’esistenza di Dio e ho sempre pensato che Lui fosse il Creatore dell’uomo e dell’universo. Da ragazzo, però, sono andato in crisi, tanto da mettere in dubbio la mia idea di Dio e la voglia di far parte di una chiesa. All’età di 19 anni ho sfidato Dio credendo di  poter fare a meno di Lui. Ben presto ho dovuto ricredermi perché stavo cercando la mia realizzazione, la felicità, l’Amore, gli amici, il lavoro, e tanti altri aspetti importanti e necessari, escludendo però Dio dalle mie scelte. Dentro di me, malgrado facessi tutto quello che volevo, c’era sempre un vuoto, un senso di insoddisfazione, come se mi mancasse qualcosa per essere veramente felice. Allora ho iniziato a prendere in considerazione l’idea di riscoprire la fede e perciò leggendo la Bibbia ho cominciato a conoscere Gesù in modo personale. Tutto questo ha rivoluzionato il mio pensiero sul significato dell'essere un cristiano e del fare parte della chiesa che Gesù aveva pensato, cioè di quell'insieme di persone che si impegnano ad amarsi e non a seguire regole e tradizioni. Gesù ora è il mio principale ispiratore,il mio primo riferimento. Dopo molti anni posso dire di aver tratto enormi benefici dalla mia scelta, sia personali che per tutta la mia famiglia; ora posso finalmente dire di essere felice. Ho perciò deciso di impegnarmi per il bene del prossimo, sia in modo materiale che spirituale. Credo che tutta la società abbia bisogno di Dio e noi come piccola comunità a Lissone vogliamo dare il nostro contributo.  

 

Maurizio Colombatto

 

 

 

 

 

 

Facciamo parte dell' Alleanza Evangelica Italiana

 

Crediamo che la Bibbia, nei suoi manoscritti originali inerranti, sia stata ispirata da Dio (2 Timoteo 3:16-17 e 1 Pietro 1:3). Lo Spirito Santo ha ispirato i contenuti ai vari autori, pur rispettando la loro personalità, il loro punto di vista, il condizionamento culturale ed il loro stile letterario. La Bibbia è quindi l’unica fonte di autorità che ci rivela Dio ed il Suo piano di salvezza  per l’umanità. Essa è la nostra base su cui poggiare la fede e la condotta cristiana.

2. Crediamo nell’unico Dio, eternamente esistente, creatore e Signore di tutte le cose. Crediamo che nella sua unità siano presenti tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. La Bibbia ci rivela il carattere di Dio, santo (Isaia 6:3), giusto (Esodo 9:27), misericordioso (1 Pietro 1:3), amorevole (1 Giov. 4:8), pieno di grazia (Efesini 2:8).

3. Crediamo nella divinità del Signore Gesù Cristo. Egli è Dio incarnato, Dio in forma umana, l’immagine espressa del Padre che, senza cessare dall’essere Dio, è diventato uomo per dimostrare chi è Dio e provvedere il mezzo della salvezza per l’essere umano (Matteo 1:21; Giovanni 1:18; Colossesi 1:15).

4. Crediamo nello Spirito Santo come Persona della Trinità, che al momento della conversione derivante da ravvedimento rigenera il credente venendo a dimorare in lui,  battezzandolo una volta e per sempre nel corpo di Cristo (Romani 6:3-4; Efesini 4:5). Crediamo che il credente per crescere abbia bisogno di un cammino continuo di santificazione e consacrazione personale che porti alla pienezza nello Spirito (Romani 6:19-22; Galati 5:22-25; 1 Pietro1:14-16).

5. Crediamo che nel principio Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, moralmente giusto e capace di relazionarsi con Dio stesso, ma in seguito alla sua caduta e trasgressione volontaria ha perduto la possibilità di avere comunione con Dio, pertanto è divenuto spiritualmente morto e incapace di non peccare (Genesi 1:26-31; 3:1-7; Romani 5:12-21; Romani 6:23).

6. Crediamo che Dio abbia donato il Figlio, Gesù Cristo, per riscattare dalla condanna e dalla separazione da Lui coloro che accettano la salvezza come un dono immeritato attraverso il pentimento e la fede in Gesù (Romani 5:1,2 Giovanni 3:16-18).  La salvezza è un dono di Dio, dono eterno e permanente (Giovanni 14:15-27; 1 Corinzi 6:19-20; 2 Corinzi 5:17; 1 Pietro 1:18,19), non raggiungibile attraverso meriti o sforzi umani (Efesini 2:8).

7. Crediamo che la rigenerazione (nuova nascita) per opera dello Spirito Santo è assolutamente essenziale per la salvezza.(Giovanni 1:12, 13; 3:3; 1 Pietro 1:23; Tito 3:5). La "nuova nascita" o rigenerazione è l'esperienza che rende l'uomo partecipe della natura divina e lo fa nascere nella famiglia di Dio.

8. Crediamo che dopo aver creduto per mezzo della fede il credente debba testimoniare alla chiesa locale e al mondo attorno della sua identificazione con la morte sostitutiva di Gesù attraverso il battesimo in acqua, come comandato dal Signore Gesù stesso (Matteo 28:19-20; Atti 2:38-39; 10:47,48; Romani 6:4,5; Marco 16:16).

9. Crediamo che Gesù abbia lasciato alla sua Chiesa, ossia alle persone che lo hanno riconosciuto come Salvatore e Signore, il memoriale della sua morte redentrice attraverso il pane ed il vino (Cena del Signore). Possono partecipare alla Cena del Signore coloro che hanno fatto esperienza di conversione e che quindi possono testimoniare pubblicamente di aver riconosciuto Gesù come proprio Signore e Salvatore (1 Corinzi 11:23-27; Luca 22:14-23; Matteo 26:20-30).

10. Crediamo che la Chiesa sia il Corpo di Cristo, l’insieme dei credenti, e solo il Signore Gesù ne è il capo. Nella chiesa locale ogni credente, con il dono o i vari carismi ricevuti da Dio, si mette al servizio di Dio e degli altri (Efesini 4:1-16). Far parte della chiesa locale e voler diventarne membri significa pertanto sperimentare l’importanza e la gioia del servizio cristiano, vivere i frutti dell’amore reciproco e delle relazioni, ricercare l’unità della fede nella diversità (Romani 15:1-7; Efesini 4:1-4), equipaggiarsi per ubbidire al Mandato di portare il Vangelo, dentro e fuori dalla comunità, accogliendo e sostenendo la visione della chiesa locale.

11. Crediamo nel ritorno in gloria del Signore Gesù (Giovanni 14:1-4; 1 Tess. 1:10; 1 Tess. 4:14-18), crediamo che chi ha creduto in Lui starà sempre alla sua presenza dopo la morte fisica, mentre chi lo rifiuterà sarà destinato alla perdizione eterna, come pure Satana e i suoi angeli ribelli (Giovanni 3:36; 2 Pietro 2:4; Apocalisse 21:3-8).

 

I MOTIVI DELLA REDAZIONE DI UNA DICHIARAZIONE DI FEDE

Ai cristiani è comandato di amarsi l’un l’altro nonostante le differenze di razza, genere, privilegi e condizione sociale, politica ed economica (Giovanni 13:34-35; Galati 3:28-29) e d’essere d’una sola mente dovunque possibile (Giovanni 17:20-21; Filippesi 2:2; Romani 14:1-15:13). Sappiamo che le divisioni ostacolano la nostra testimonianza nel mondo, e desideriamo una maggiore comprensione reciproca e di dire la verità con amore. Sappiamo pure che come affidatari della verità rivelata di Dio noi non possiamo abbracciare una qualsiasi forma di indifferentismo dottrinale o di relativismo pluralista con il quale si sacrifichi la verità di Dio per una falsa pace. Il disaccordo dottrinale chiama al dibattito. Il dialogo per la comprensione reciproca e, se possibile, restringere le differenze che abbiamo fra di noi è un valore, doppiamente tale quando lo scopo dichiarato è l’unità nelle cose primarie, libertà nelle cose secondarie e carità in tutte le cose. Nei punti sopracitati è stato fatto un tentativo di affermare ciò che è primario ed essenziale nell’Evangelo così come lo comprendiamo. Un utile dialogo, però, esige non solo carità nei nostri atteggiamenti, ma anche chiarezza in ciò che affermiamo. La nostra estesa analisi della giustificazione per sola fede attraverso il solo Cristo riflette la nostra persuasione che la verità dell' Evangelo è di importanza cruciale e non sempre bene compresa e correttamente affermata. Per ulteriore chiarezza, a causa dell’amore per la verità di Dio e per la chiesa di Cristo, noi ora abbiamo espresso i punti chiave di ciò che è stato detto in affermazioni e negazioni specifiche a riguardo dell' Evangelo e della nostra unità in esso e in Cristo.

 

La nostra chiesa locale di Lissone appartiene all'Unione Chiese Bibliche Cristiane

Chiesa Cristiana Brianza

 

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