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Gli antichi filosofi greci ritenevano che l’acqua fosse uno dei quattro elementi di cui erano costituite tutte le cose terrene e di questa opinione rimasero per lunghi secoli i loro successori fino a quando, nel 1781, il chimico britannico Henry Cavendish ottenne acqua facendo scoccare una scintilla in un recipiente che conteneva idrogeno ed aria: quindi l’acqua non poteva essere un elemento. Alcuni anni più tardi il chimico francese Antoine-Laurent Lavoisier, dissociandola per mezzo della corrente elettrica, dimostrò che l’acqua è composta da due elementi: idrogeno e ossigeno. I ponti di idrogeno che legano l’una all’altra le molecole spiegherebbero anche il fatto che l’acqua possa assorbire una quantità notevole di calore senza cambiare di molto la propria temperatura e ciò,  per noi che siamo fatti in gran parte di acqua (circa il 65%), rappresenta una buona difesa contro l’eccessivo riscaldamento del corpo. Dovevamo essere fatti di acqua per poter sopravvivere, non ci sono alternative. 

Questo indovinello ha affascinato generazioni di bambini, ma anche gli adulti hanno qualche difficoltà a rispondere.

Guardo l'uovo: da esso esce un pulcino, pian piano cresce e diventa gallina. Un bel giorno, poi, questa gallina fa un uovo, lo cova e sorprendentemente ne esce un altro pulcino. Allora, con la mente percorro questa procedura alla rovescia per giungere alla prima gallina che io possa immaginare.

Da dove sarà mai venuta fuori? Dal primo uovo forse?

Se fosse così, chi o cosa può aver messo dentro all'uovo le istruzioni per trasformarsi in gallina? E soprattutto chi mai potrebbe averlo covato per far nascere il primo pulcino?

Dev'esserci stata una “prima gallina”, dunque. Essa depositò il primo uovo, lo covò, finché l'uovo diede alla luce il primo pulcino. La Bibbia (Genesi 1:24-25) lo conferma: DIO all'inizio creò ogni sorta di materia minerale, le piante e gli animali, tra questi anche la prima gallina (ed il primo gallo).
Gli animali si riproducono “secondo la loro specie”, quindi mantengono la propria identità di specie. L'affermazione è molto chiara e ci conforta fin dalle origini dell'universo sulla stabilità di questo processo vitale che tutti possiamo osservare (anche scientificamente).

Non è stato un brodo primordiale a generare una gallina, non è stata una cellula che ha deciso di cambiare specie, non è stato un animale non-gallina a produrre un uovo di gallina, né a produrre un uovo di non-gallina che generò una gallina. Non ci fu una sequenza interminabile di errori che produssero qualcosa di vivo per caso, e neppure la vita di una gallina venne prodotta da qualcosa di morto o di non vivente. Tutto questo non è mai stato osservato scientificamente e non è mai stato registrato come fatto storico.

Galline si sono sviluppate con tratti esteriori diversificati tra loro, ma sempre galline. Non vi è prova scientifica che smentisca questa modalità di esistenza della vita e la Bibbia non contraddice la scienza (quella vera), ma la supporta.

La vita animale sul pianeta Terra è cominciata il sesto giorno dall'inizio della creazione, stabilendo i principi generali della biologia e della genetica. Non c'è animale che si sviluppi con DNA di altre specie da fecondazione della sua specie, né vi è animale che generi specie diverse dalla sua col DNA della propria specie, ma tutti seguono la loro.

Anche considerando le specie animali nelle molteplici definizioni date dalla scienza moderna, non si giunge ad un accordo unanime né sulla definizione, né sulla determinazione di quante e quali specie vivano e si riproducano oggi. Ma Dio, che è l'Autore della vita e della creazione, sa quante sono le specie e seguendo i suoi presupposti si può studiare correttamente quante sono le specie viventi.

Linneo cominciò a classificare le specie secondo criteri formali, ma partì da basi bibliche veritiere per osservare la natura e descriverla in modo genuino.

Sostenitori dell'evoluzionismo, invece, quali Mayr, Dobzhansy e Darwin, partirono da ipotesi fantasiose per creare storie complicate, mai dimostrate storicamente o scientificamente, ma che producono una visione della vita tanto oscura e grottesca, da alimentare la falsa speranza di manipolare la vita ignorando Dio.

Gli animali vivono le leggi biologiche originali. L'uomo impregnato di cultura atea ed egoista, invece, non ubbidisce al mandato di amministrazione del creato (Genesi 1:28) quando abusa degli animali, accoppiandoli in qualunque modo, alterandoli geneticamente, mutilandoli e torturandoli, massacrandoli per usi superflui e consumo spropositato, sperimentandoli senza apportare reali, dimostrati benefici.

Ebenezer

 

Trovo un simpatico articoletto su ANSA - SCIENZA&TECNICA datato 30 aprile 2013 che riporta studi effettuati dal 2003 al 2010. Un biologo a capo di un gruppo di studiosi avrebbe scoperto un “nuovo” antenato dei dinosauri. La notizia è corredata diligentemente di un paio di rappresentazioni artistiche (e fantasiose) degli animali.

Il prof. Sidor è più noto per aver studiato altri sauri e rettili1, come si può vedere da un suo albo di pubblicazioni e dalla testimonianza del museo Burke, ma resta la curiosità sull’asilisaurus kongwe, perché vanterebbe di essere un progenitore di altri sauri.

L’ipotesi in questione, formulata a marzo 2010, si può leggere sul sito dell’università dello Utah, che le ha dato risonanza perché un suo paleontologo partecipava alle missioni di “scavo”. Inoltre, tale scoperta si basa sul ritrovamento di un gruppo di ossa (foto sotto, per gentile concessione del sito www.livescience.com, Autore: Roger M. H. Smith) di apparentemente N°14 membri diversi di codesta specie, che casualmente erano sepolti nello stesso posto.

AsilisaurusCome hanno fatto gli scienziati a stabilire che tali ossa sarebbero appartenute a tanti esemplari diversi della stessa specie? Vivevano sotto lo stesso tetto, forse? O quello era il loro luogo di sepoltura ufficiale? Forse le ossa vanno ricombinate diversamente.

Partendo da un piccolo mucchietto di FRAMMENTI di ossa, stupisce che si disegnino sagome complete, ma la prassi è di reclutare abili disegnatori, dar loro un paio di settimane di tempo per produrre schizzi grafici di propria iniziativa. I paleontologi, quindi, pagano i quadri e scelgono le immagini più suggestive: queste diventano il modello di specie inventate. Non esiste testimone in grado di ricostruire l’identikit scientifico degli animali che possedevano quelle ossa. Ma quanti campioni diversi hanno trovato allora? L’articolo narra di 8-9 anni di lavoro per N°8 campioni, in siti diversi. Bene!

Per una specie animale che avrebbe dovuto vivere ALMENO 10 milioni di anni, prima di CONVIVERE per altri 60-65 milioni di anni con i suoi successori di specie, trovare N°8 resti fossili non dovrebbe essere così faticoso da richiedere addirittura 8 anni di duro lavoro di un’equipe di paleontologi e soprattutto non dovrebbe richiedere di setacciare una superficie grande come l’Antartide, il Sud Africa, la Tanzania e altri paesi per un’area totale maggiore dell’Europa.
Sarebbe come dire che trovare resti di cane nel terreno, in Europa, oggi, richieda otto anni …
Come hanno potuto stabilire la loro appartenenza a esemplari diversi senza disporre di campioni di DNA? Come hanno potuto stabilire la collocazione antecedente ai dinosauri, quando si afferma che gli asilisauri erano “onnivori ed erbivori” (??) e questo permise loro di avere un vantaggio di sopravvivenza contro gli altri erbivori? Come può uno scienziato affermare che per ben TRE volte varie specie di dinosauri si evolsero da carnivori ad onnivori? Quanta probabilità ha un fenomeno così singolare di ripetersi tre volte?

E perché dunque si sarebbero tutti estinti, se erano dotati di tanta flessibilità alimentare? Analogamente, perché dovrebbero esistere erbivori ancora oggi, se non hanno avuto la stessa flessibilità alimentare? O vorranno sostenere che le pecore una volta erano carnivore?
Perché i sauri avrebbero “scoperto” che essere onnivori o erbivori darebbe più possibilità di sopravvivere?

Abbandoniamo le fantasie astruse! Limitiamoci al metodo sperimentale per produrre teorie e formule scientifiche e proviamo ad assumere premesse più sobrie e coerenti con i reperti fossili.
La Bibbia descrive la storia dell’universo in un periodo di tempo di circa 6.000-7.000 anni. I dinosauri, come la maggior parte delle specie, furono creati il sesto giorno della storia, come si legge in Genesi 1:24-25,  assieme all’uomo.

Ecco perché vi sono così pochi reperti fossili: non hanno avuto tempo di vivere milioni di anni, ma soltanto poche migliaia di anni.

In origine tutte le creature erano erbivore e quindi è comprensibile come i paleontologi continuino a trovare dentature fossili che ricordano erbivori, o almeno onnivori. Cominciarono ad uccidere per nutrirsi dopo il peccato di Adamo, lentamente, quando la morte entrò nella storia del mondo, come si legge in Genesi 3:17 e nel successivo resoconto dell’assassinio di Abele.

Molti animali si trovano sepolti in “giacimenti” fossili perché vennero colti improvvisamente da un cataclisma che durò circa 5-6 mesi: è stato annunciato e descritto in Genesi 7!

Dopodiché, molte specie si estinsero, mentre alcune famiglie distinsero più sottospecie, sempre tra coloro che possono riprodursi tra di loro. Solo oggi, l’uomo, nel suo vano orgoglio, tenta di combinare e creare specie artificialmente, senza successo oltre la varietà di razze, o rendendole deboli, sterili o caduche per gravi disfunzioni fisiologiche o genetiche.

Ebenezer

Nel pieno clamore suscitato dallo scambio di embrioni accaduto all’ospedale S. Pertini di Roma la gente comune e la stampa si chiedono la cosa più urgente: di chi sono i figli? Perfino il Codacons si sarebbe pronunciato sull’argomento con un esposto, come se si trattasse di un reclamo in garanzia su un prodotto di consumo.

Ma è tutta qui la questione?

Per ovviare alla gravidanza “FUORI LEGGE” la corte costituzionale ha ovviato in fretta e furia al problema con uno stratagemma ingenuo: ha dichiarato INCOSTITUZIONALE la legge che fino a ieri regolava la fecondazione assistita!

Un domani potrebbe abolire altre leggi per togliersi dall’imbarazzo di giudicare fatti talmente complessi da essere irrisolvibili? O potrebbe depenalizzare reati “veri”?

Così, dopo dieci anni di battaglie legali e legislative con forti interessi politici ed ECONOMICI l’Italia si è portata “avanti” con la fecondazione eterologa.

Con grave senso di pietà qualcuno più arguto sul tema ha invocato il diritto dei figli come più importante del diritto dei genitori ma solo per difendere proprio il diritto alla fecondazione eterologa e NON per il caso in questione.
Sicuramente i figli hanno diritto ad avere una famiglia, un padre ed una madre, che li accolgano responsabilmente e li sappiano educare alla vita, ciascuno di noi ha in mente un modello ma niente e nessuno sono riusciti a formalizzare i criteri secondo i quali si possa diventare genitori, se non per i casi di adozioni o affidamenti ed anche lì con controversie aperte a tutt’oggi.

Eppure, la situazione di bambini di cui non si sa attribuire la genitorialità NON è affatto nuova nella storia dell’umanità: Salomone, per primo, ebbe a giudicare (1 Re 3:16-28) un caso molto difficile di due donne che reclamavano la maternità di un bambino.

Entrambe ebbero un figlio, ma l’uno morì e l’altro no e colei che lo perse s’ingelosì dell’altra. Con uno stratagemma, Salomone fece uscire allo scoperto l’autentica natura del genitore. La genitorialità, quindi, non fu giudicata in base al diritto alla “proprietà”, ma in base all’amore autentico per il figlio.

Si potrà obbiettare che nella circostanza appena avvenuta a Roma non ci sono figli morti, ma ne siamo proprio sicuri? Ora è evidente che se di SCAMBIO si tratta, per ammissione dei medici, vuol dire che l’altra coppia ha ricevuto embrioni che NON hanno attecchito, cioè che sono morti, altrimenti avrebbero offerto a loro volta la loro gravidanza come merce di scambio, per avere indietro il prodotto dei loro geni.

Ma cosa sono gli embrioni se non creature viventi? Perché si scaldano tanto per possedere proprio quei DUE, se ALTRI nelle procedure ne sono stati “scartati”?

Se sono vivi gli uni, lo erano anche gli altri.

E se sono vivi OGGI, potrebbero essere abortiti domani.

Il caso è REALE, perché la stessa famiglia che ne rivendica la proprietà, ha scoperto che NON sono geneticamente compatibili perché ha eseguito un test del DNA per “evitare” gravi malformazioni. Ma come le si evitano al nascituro se non abortendolo?

La FIVET, come le altre procedure, possiede una bassa probabilità di successo nell’impianto degli “embrioni” nell’utero e pure successivamente la possibilità di un aborto spontaneo resta forte. Oltre a ciò, vi sono i rischi di malformazioni e di errori genetici (credo che a nessuna cellula “faccia piacere” la crioconservazione di prassi nella preparazione degli embrioni).

Per questo, normalmente, servono embrioni in soprannumero, che vengono impiantati o persi, per garantire un successo agli sforzi intrapresi dalle coppie bisognose.

Dunque, per realizzare il sogno di genitorialità, quanti bambini devono morire?

Ricordiamoci che i figli sono (Salmo 127) un dono del Dio che ci costa tanto riconoscere quale della Autore della vita e Creatore di tutto ciò che siamo, quale Santo ed unico Giusto, unica risposta ad ogni nostro intimo bisogno.

 

Chiesa Cristiana Brianza

 

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