Riflessioni sulla Bibbia
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Quando mi convertii definitivamente al Dio vivente, che ci ha dato salvezza per mezzo del Cristo, il Signore Gesù, una curiosa esperienza personale della Sua presenza che accompagna e custodisce mi accadde in Argentina.

Avevo programmato un viaggio con parecchie incognite ed ero piuttosto in ansia per quel che mi avrebbe atteso in quella tratta: arrivare in un posto sconosciuto con una linea aerea poco affidabile e di notte, soltanto con un numero di telefono di una pensione in mano, dovendomi fidare di un tipo di taxi paesano che non si poteva contattare in anticipo e dovendo soggiornare un paio di giorni in un posto a metà tra il turistico e l’agricolo. Atterrato in un villaggio marittimo vicino alla penisola valdese, uscii come da suggerimento sulla piazzetta dell’aerostazione e chiesi ai passanti dov’erano i trasporti pubblici.

Nessuno sapeva rispondere e come spesso accade nei piccoli aeroporti di provincia, le poche anime in attesa di parenti o colleghi si muovevano in tutta fretta, accendendo i motori e sgommando, per lasciare in breve il piazzale deserto ed al buio.

Ma, dopo qualche decina di minuti di attesa, apparve un piccolo pulmino. Sarebbe stato la mia ultima occasione di incontrare qualcuno in grado di trasportare persone. Curiosamente, la scritta sulla sua fiancata recitava “Autotransportes Ebenezer”. Il nome mi stupì suscitando in me il desiderio di vivere quel periodo di incertezza meditando il (primo) libro di Samuele.

Il taxi-bus mi raccolse e mi portò all’albergo. L’autista era cordiale e rassicurante e tutto poi andò bene. Ma soprattutto vissi un fine settimana particolarmente benedetto, in cui il Signore mi parlò e mi confortò con la necessità di tracciare una linea di demarcazione nella mia vita, per proteggerla dagli attacchi esterni.

Mi occorreva prendere consapevolezza che la conoscenza della Verità deve essere protetta e non deve essere esposta alla confusione ed al mescolamento con le dottrine del mondo.

Egli si sarebbe preso in carico di ripulire il terreno della mia anima dallo straniero ed avrebbe tracciato il confine di demarcazione tra ciò che Gli appartiene, o la mia vita, e tutto il resto. La sicurezza di essere difeso dall’Eterno mi riempì da quel giorno e una pietra di demarcazione è stata posta sul mio confine. Come Samuele, anch’io posso porre una pietra di demarcazione e dire: “Eben-Ezer, fin qui il Signore mi ha soccorso” (1Samuele 7:12).

Se non tracceremo un confine netto tra ciò che siamo disposti a fare e a pensare e ciò che non ci permettiamo per nessuna ragione, sarà difficile decidere nel momento della crisi. Se non scegliamo nettamente oggi di servire il Signore ed abbandonare gli idoli, non potremo godere della solida difesa dell’Onnipotente e continueremo ad essere esposti a qualsiasi dominazione esterna, che sia una superstizione, una menzogna, una moda, il potere, o quant’altro il mondo offre.

Il popolo eletto ritornò al Signore e Samuele ne riconfermò l’ubbidienza esclusiva al Dio vivente, il quale, di conseguenza, si occupò di sgombrare il territorio del Suo popolo dagli attacchi dei Filistei.

Sgomberiamo l’anima dai pesi inutili e piantiamo una pietra sul nostro confine, riconoscendovi sopra l’autorità del Dio della Bibbia.

 

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