Ciò che Dio ha fatto ...
Trattate queste testimonianze con il dovuto rispetto. È storia vissuta da persone come te. Se vuoi saperne di più, puoi metterti in contatto via email e poi, volendo vi potete conoscere personalmente.
Matteo: Ho cercato la Verità.
Nato in una famiglia piuttosto tradizionalista, legata al mare da generazioni, mi si inculcò l’amore per lo studio. Venni inoltre “avviato” alla allora religione di stato, il cattolicesimo. Mi fu impartita un’educazione piuttosto severa, che fu rincarata dalle scuole, istituti di religiosi e conservatori. In questi ambienti si formò la mia prima concezione del divino, molto austera, inquietante, per nulla positiva. In ogni caso, pur essendo molto vivace, non manifestai mai moti insurrezionali particolarmente decisi. Durante gli anni degli studi, specialmente, ebbi modo di spendere molto tempo in varie attività di volontariato. Mi interessai anche ad altre filosofie di vita, mi confrontai con esponenti di altre religioni, con fervidi umanisti, ed incontrai vari credenti riformati, ma senza giungere ad una svolta decisiva. Mi incuriosiva leggere la Bibbia, la condivisi con varie persone e gruppi, ma la percepivo come un libro molto fantastico ed idealista, anzi, come suggeriscono varie esegesi cattoliche, in gran parte una narrazione mitologica. D’altra parte, l’imposizione tante regolette e di una gerarchia puramente umane, mi facevano dubitare della sensatezza dei propositi cristiani. Si risvegliò l’interesse per le cose di Dio allorché incontrai il Rinnovamento, un’espressione “alla cattolica” della spiritualità pentecostale. Accanto ad alcuni afflati spirituali sinceri, purtroppo, rimaneva comunque grave peso umano: l’imposizione di dottrine degli uomini, infatti, soffocava l’autenticità e la forza dell’insegnamento vitale contenuto nella Bibbia. Il servilismo verso i gerarchi vaticani ne ha fatto un pietoso teatrino nel corso degli anni come le loro popolazioni: tante anime terrorizzate e perbeniste che sperano di farsi garantire la salvezza da qualche omuncolo che si fa chiamare “monsignore”. Troppi spacciano religioni culturali o politiche. Di esse non ho bisogno: tutte le culture e gli approcci religiosi alla vita sono equivalenti, di per sé, ma non riescono a conferire alcun senso ontologico all’esistenza umana; contengono scopi limitati e contingenti e non vedono il traguardo. Torniamo al percorso. Gli eventi che ho vissuto non sono stati tutti rosei: accanto a titoli di studio, professioni, conquiste, ci sono stati anche fallimenti, accuse, polemiche, tradimenti, mediocrità. Così, pian piano, mi rinchiusi nell’angustia della mia (necessaria) autosufficienza. Nondimeno, ebbi l’ottimismo necessario per sposarmi ed avere dei figli. Con l’aggravarsi delle esperienze, però, crebbe il rancore, cominciando a vedere tutto come un peso ed un problema, prendendo in odio il creato ed il Creatore, e mi sentii vittima e cavia di una dinamica distruttiva e perversa. L’unico desiderio che mi dava pace era morire. Fu in queste circostanze che conoscemmo (mia moglie ed io) una famiglia evangelica. Dalla famiglia, passammo a conoscere la famiglia allargata, una chiesa evangelica. Nelle loro adunanze, nei loro convivi, notai (…e notammo! Ma procederò parlando solo a titolo personale) una speranza prodigiosa, una presenza impalpabile e vitale. Non ci furono fenomeni sensazionali, né soprannaturali o eclatanti, ma potei percepire che questi “uomini-animali” erano dotati di qualcosa che io non possedevo. Mi tornò un’improvvisa fame vorace di rileggere la Bibbia. Rilessi molte pagine, a salto fra i vari libri, e improvvisamente capitoli che conoscevo da molti anni furono realmente NUOVI e significativi. Mi sembrava addirittura di non averli mai letti. I contenuti divennero chiari. Parlando con vari credenti, ascoltavo discorsi che divennero per me testimonianze, con contenuti incisivi, talvolta voci profetiche per me. Allora, e solo allora, divenni consapevole che ho due bisogni essenziali: Cristo, colui che ha speso la sua vita per riscattare la mia, e la Bibbia, la lettera d’amore che l’Eterno ha scritto per me. Fu così che accettai Gesù come Signore e Salvatore, scoprii, e sto scoprendo, la nuova nascita e volli cambiare molte cose, dentro e fuori di me. Fu così che maturai la decisione del Battesimo di ravvedimento e di perdono. Nondimeno, le esperienze di vita oggi possono continuamente essere dolorose, ma non mi sopraffanno, perché non appartengo più a me stesso ed il mio futuro è nelle mani dell’Altissimo. Ho la grazia, per fede, e mi preparo per il grande giorno. Nel frattempo, mi impegno ad amare, e a recare la Buona Notizia a chi ancora non l’ha ricevuta.
Qual è la buona notizia?
Alessia: Questa
è la testimonianza di una persona normale che non ha avuto cambiamenti
eclatanti nella sua vita "umana" ma che dopo quasi quarant'anni ha
cominciato a vivere spiritualmente. Provengo da una famiglia cattolica e sono cresciuta con una buona religiosità abbastanza fervente e devota. Ho studiato organo per cui fin da ragazzina per me era normale passare una Domenica in ... chiesa. Credevo di essere una brava cristiana che stava costruendo bene la sua eternità. Poco dopo i vent'anni ho frequentato movimenti di origine protestante, anche se in seno alla chiesa cattolica, che mi hanno fatto conoscere oltre la ritualità anche la forza della preghiera spontanea e il rapporto personale con Dio. Mi sentivo sempre più a posto. Non sapevo ancora che la mia religione era un po' come le case dei tre porcellini: ero passata da quella di paglia a quella di legno ma ero molto lontana dalla sicurezza della casa di pietra perchè non avevo le fondamenta per affrontare le intemperie e le difficoltà della vita. Infatti è bastato molto poco a far crollare il mio castello di certezze. Mi sono sposata e ho avuto dei figli e le faccende hanno velocemente invaso il mio tempo così che nel giro di poco eravamo diventati come tutti quelli che si definiscono "cristiani non praticanti". Sentivo un gran vuoto nella mia routine quotidiana anche se il mio matrimonio funziona, ho due bellissime bambine e non abbiamo nessun tipo di preoccupazione. Quando qualche volta cercavo di pregare riuscivo solo a dire a Dio di cambiare lui le cose perchè io non ero capace di reagire a quel torpore di disinteresse totale. Dopo aver vagato per anni nel deserto della fede Lui in pochissimo tempo ha cambiato la mia vita facendoci incontrare la famiglia del pastore. Abbiamo chiacchierato insieme delle diversità fra confessione cattolica ed evangelica e scoprire che molte delle ritualità e degli obblighi imposti dalla chiesa vaticana non esistono nella Bibbia (ma sono solo frutto di una manipolazione cominciata quando i religiosi hanno smesso di occuparsi di anime per fare guerre e politica) mi ha spronato a cercare libri di storia laici per capire come sono andate le cose. In effetti il messaggio di Gesù è talmente semplice che non riusciamo a credere che per la salvezza basta solo ACCETTARLO COME SIGNORE DELLA NOSTRA VITA E CREDERE CHE CON LA SUA MORTE LUI HA PAGATO IL NOSTRO DEBITO PER CUI SIAMO GIÀ SALVI. Come tutto qui? Non può essere così semplice! Siamo tanto abituati al niente per niente che non riusciamo ad accettare un regalo gratuito. Così facendo inciampiamo nello stesso tipo di errore di altre religioni che non hanno riconosciuto Gesù perchè era troppo umile e non si adattava all'idea che si erano fatti del Salvatore: noi rischiamo di perdere la salvezza perchè è troppo semplice da avere. Come ho detto all'inizio ora ho cominciato a vivere spiritualmente.Insieme alla mia famiglia ho mosso i primi passi della fede, ci siamo "ri"-battezzati da adulti consapevoli che non attribuiscono ai segni esteriori valori magici e di salvezza ma il semplice impegno a voler seguire e testimoniare Gesù (qui semplice, ma in alcuni posti ancora oggi un battesimo pubblico può significare emarginazione, torture e anche la morte) dando il giusto significato alla parola cristiano cioè di un figlio che ha già la certezza della salvezza perchè gli è stata regalata e non di un disperato che annaspa tutta la vita per fare il bravo fedele senza sapere quando sarà abbastanza e quanto valore avranno i suoi sacrifici.
Mi chiamo Reto,
nato il 25.12.62, come secondo di tre figli e sono cresciuto in una
famiglia svizzera normale. Educato con sani principi e secondo la
tradizione cattolica.
Durante l'adolescenza fui ingannato e travolto dai piaceri ed ebbi così mio malgrado i miei primi contatti con esperienze d'addizione facendo uso di sostanze psicotrope - stimolanti e partecipato pienamente alla libertà sessuale. Ero agricoltore di mestiere. Questo lavoro mi portava a contatto con la natura e allo stesso tempo con le difficoltà che comporta. Queste difficoltà ricordavano i miei limiti e questo mi faceva cadere un uno stato di stordimento e riflettendo e mi chiedevo: "Chi è Colui che ha veramente questo mondo sotto controllo?" Essendo aperto a tutto, incominciai ad interessarmi alla chiesa cattolica alle scienze e di conseguenza alla filosofia. La ricerca era molto interessante, non così i risultati, essi erano piuttosto deludenti. Durante questo tempo di rassegnazione ne parlai a lungo con mia sorella. Questi colloqui erano molto obiettivi. La sua schiettézza e la sua onesta convinzione di Gesù mi fece un'impressione smisurata. E così parlando con lei potevo sapere di tutti i cambiamenti nella sua vita operati da Gesù. Vòlli allora anch'io sapere di più e con questa intenzione mi feci invitare a delle conferenze e potei così assistere ad una predica che si teneva durante una campagna di evangelizzazione. In quel momento Gesù mi fece vedere i miei peccati e mi diede coraggio per sistemare la mia vita. Fu di sabato, precisamente il 3 ottobre 1987 quando capii quanto immenso era l'amore di Dio. Fu un cristiano maturo, chi mi aiutò a riconoscere i miei peccati di fronte al Santo Dio e accettare la remissione in Gesù Cristo. L'umiliazione provata nel chiedere aiuto a Dio m'è costata un'enorme sottomissione ma devo dire che la vita nuova era ora incominciata e con essa anche un grande avvenimento si era potuto compiere ed era quello del sentirmi liberato dalla morsa delle sostanze psicotrope stimolanti. Questa manifestazione della forza di Gesù mi ha lasciato strabiliato. Certo della Sua salvezza eterna compiuta li in quell'istante, nella mia vita, Gesù mi ha donato soltanto molta gioia che provavo ogni volta che io parlavo della mia esperienza avuta con Lui. Ora sono sposato, Dio ci ha dato tre stupendi figli e mi piace, essere servo di Dio, avendo dedicato la mia vita a Lui, secondo Colossesi 3:17. Qualunque cosa facciate,
Ho sempre creduto in Dio.I miei genitori ci tenevano a trasmettere dei valori profondi a noi bambini. Loro stessi vivevano una vita che includeva in modo naturale Gesù come guida e fonte di potenza. Ho seguito l'esempio dei miei genitori e frequentavo la chiesa ogni settimana Ero una brava ragazza, credevo in Dio e cercavo di non procurare noie alla mia famiglia. Ma dopo è accaduto qualcosa. Un anno i miei mi hanno iscritto ad un campo per ragazzi. Era un campo dove ogni giorno ci prendevamo del tempo per una meditazione, gli animatori ci parlavano della Bibbia. Un giorno si parlava del fatto che ognuno di noi ha la scelta di voler seguire l'esempio di Gesù, o di privarsi dai benefici che Lui ci offre. Con la Bibbia alla mano ci hanno spiegato che nessuno diventa automaticamente un figlio di Dio, soltanto perché è nato in una famiglia cristiana. È una scelta mia del tutto personale, nessun altro la può fare per me, neanche Dio mi costringe di stare vicino a Lui. Mi accorsi che nella mia vita giovane si erano già accumulate troppe cose che creavano un distacco tra me e Dio, con la mia bravura non riuscivo a raggiungere la sua santità. Cercavo sì le sue benedizioni, ma in fondo volevo fare di testa mia. Ero disperatamente staccata dalla sua presenza. Mi toccava profondamente e volevo vedere cambiata la situazione. Mi spiegavano che il Vangelo provvede una via d'uscita, che la strada è già stata preparata da Gesù durante il suo soggiorno sulla terra. Lui aveva preso su di lui il castigo che meritavo io e scontava sulla croce i miei peccati. Spettava soltanto a me accettare questo regalo e ammettere davanti a lui le mie colpe. L'ho fatto in quel momento. Ero dispiaciuta e ho chiesto perdono. Ho chiesto a Gesù di entrare nella mia vita, di adottarmi nella sua famiglia. Gli anni che seguivano questa decisione sono stati i più belli della mia vita. Ho acquistato una nuova dimensione mi si è aperto l'orizzonte verso il mondo spirituale. Gesù è diventato la mia guida spirituale, lui mi aiuta ad attraversare dei momenti di profonda crisi e mi perdona ogni volta che glielo chiedo. Non vorrei più fare a meno, è come se io avessi trovato il motivo per il quale sono venuta nel mondo. E non finisce lì, se leggo la Bibbia scopro che Dio ha in serbo per me un futuro davvero stupendo. Il passato ho messo in ordine, vivo un presente soddisfacente e vado verso un futuro sicuro, la vita con Gesù è un arricchimento in tutti i sensi. Doris, classe 1963
Rachele
Adelina: Quando ho perso mio fratello
ho ricevuto una forza soprannaturale che ero certa non venisse da me.
Se in quella circostanza non ci fosse stato il Signore non so proprio
come avrei fatto. Quattro anni più tardi pure mia mamma si
è ammalata e tutti sapevamo che aveva i giorni contati. Abbiamo
potuto affrontare la sofferenza con la certezza che lei sarebbe andata
in cielo, con il Signore, come desiderava tanto.Mia mamma era
preoccupata per noi tutti, figli, nipoti e parenti ma il suo desiderio
ardente era quello di andare nel cielo.
Eravamo dispiaciuti nel vederla soffrire tanto ma nello stesso tempo eravamo consolati dal fatto che lei avesse messo a posto la sua vita con Dio e tutti noi potevamo vederla pronta a lasciare questa terra. Certamente, perdere la mamma è stato un colpo duro, ma abbiamo ricevuto una grande consolazione da parte di Dio. Adesso, quando ho l'occasione di andare al cimitero e di vedere la tomba di mia mamma e di mio fratello so che in fondo non sono lì, sono con il loro Signore e vedono quello che hanno creduto.Come mia mamma e mio fratello, anch'io ho affidato la mia vita al Signore e ho ricevuto, per la Sua grazia, la Vita Eterna il giorno stesso in cui mi sono data pienamente a Lui. Questa decisione mi dà tanta gioia nella mia vita e la serenità di affrontare un giorno il trapasso importante da questo mondo all'altro. Adelina, classe 1939
Nel 1968 la mia famiglia partì per l'America in cerca di lavoro. Lì una signora mi regalò una Bibbia che ho cominciato a leggere nello stesso modo in cui si legge un romanzo. Le storie che leggevo mi affascinavano. Dopo diversi anni, tornammo in Italia e rivedendo mia sorella rimasi colpita dal cambiamento che notai nella sua persona. In seguito anche ai miei genitori, ormai anziani, capitò qualcosa che li trasformò radicalmente. Così seppi che un signore evangelico andava a trovarli e insieme leggevano la Bibbia. Rimasi colpita da questa situazione anche perché io mi sentivo a posto così com'ero, non avvertivo la necessità di "cambiare religione". Dopo questi avvenimenti feci un altro trasloco e da quel momento incontrai la mia famiglia solo d'estate, durante le vacanze; così il mio interesse verso la Bibbia e Dio si affievolÌ. Dopo diversi anni incontrai, qui in Brianza, delle persone con le quali mi sono sentita a mio agio e che mi hanno offerto di fare un corso biblico insieme. Ho accettato perché vedevo nella loro vita qualcosa che mi ha convinta ad approfondire la mia conoscenza di Dio.Quando pochi anni fa la chiesa di Lissone stava per aprire io mi sono sentita parte del gruppo e ho frequentato gli incontri regolarmente. Mi sono accorta, dopo un po' di tempo che stavo vivendo due vite. Da una parte volevo seguire Dio, dall'altra vivevo dei compromessi. Un giorno ho deciso di dedicare la mia vita completamente a Dio, di non essere soltanto una persona religiosa. È stata la scelta migliore che potevo fare perché ho sperimentato una grande liberazione. Ho ricevuto una vita nuova, per niente paragonabile a quella di prima. Che cosa ho perso? Niente! Al contrario, ho guadagnato molto: prima volevo spesso fare di testa mia, anche in famiglia. Quando ricevevo del male, lo restituivo vendicandomi. Ma ho imparato che il male si combatte con il bene e così affronto con serenità anche le giornate "No". Vivere con Gesù è la scelta migliore che io abbia mai fatto. Qualche volta gli scatti d'ira o la rabbia vogliono prendere il sopravvento, ma il Signore mi insegna che posso fermare i pensieri negativi alla radice e vedo davvero l'aiuto pratico di Gesù in questa mia debolezza, per questo lo lodo. Adelina, classe 1939
Ani:
La mia vita prima di accettare il Signore Gesù era piena di
incertezza. Ero perseguitata dal pensiero che potesse capitare del male
a me oppure a un mio caro. Non sapevo che cosa fare per fermare questi
pensieri che mi facevano tanto male. Non riuscivo ad essere tranquilla.
Vera: Fratelli e amici
Io ho vissuto prima di conoscere Gesù, una vita piena di contraddizioni. Vivevo in Brasile e ho fatto tanti sbagli, litigavo con i miei genitori, con mia sorella e nipote.
Filippo
Maria: Ho sempre percepito, fin da piccola, di essere importante per Dio.
Sono stata consapevole che Dio avesse un piano speciale per la mia vita e sono convinta che Dio mi abbia donato una sensibilità particolare nei Suoi confronti. Ogni volta che sentivo una storia della Bibbia cercavo di trovare un punto in comune con la mia vita, identificandomi nei personaggi e valutando chi volessi imitare oppure no. Mi colpiva vedere come Dio amasse l'uomo e io stessa mi sentivo molto amata e attratta verso di Lui. Sapevo molte cose e sapevo soprattutto che mi mancava il passo decisivo verso di Lui. Qualcuno un giorno mi disse che Dio aveva solo figli e non nipoti. Io ero nata in una famiglia cristiana, i miei genitori amavano Dio e mi davano degli insegnamenti intorno a Dio e alla Sua opera. Tutte le mie conoscenze però non facevano di me una figlia di Dio, bensì una sua creatura amata, che Dio voleva attirare a sé con tutto il Suo cuore.Sapevo tutto ma non mi decidevo a fare il passo verso di Lui, aspettavo qualcosa. Quel qualcosa arrivò quando avevo 17 anni, ero un'adolescente come tante altre, ma qualcuno quel giorno mi ricordò che "la ricompensa del peccato è la morte" e che "il dono di Dio è la Vita Eterna" (Romani 6:23). Conoscevo bene quel versetto, anche a memoria, ma quel giorno ebbe un impatto potente su di me. Mi aprì gli occhi e mi fece vedere così com'ero: perduta. La ricompensa del mio stato era la morte certa: una morte morale e spirituale.C'era anche una buona notizia: il dono più grande che Dio abbia previsto per me era la Vita. In quel momento ho deciso di donare la mia vita a Dio. Pregai con la persona che mi stava parlando in quel momento. Confessai a Dio i miei piccati, può sembrare strano per una 17enne sentirsi una peccatrice? La Bibbia dice che "tutti hanno peccato" e che sulla terra "non c'è neppure un giusto". Chiesi a Dio di prendere parte della mia vita e dissi che desideravo essere una sua figlia. Dio l'ha fatto. Come faccio a saperlo? Semplicemente sperimento l'impatto di Dio nella mia vita: nelle relazioni, nelle problematiche della vita, nella consapevolezza del mio essere che viene continuamente plasmato. Vedo la sua mano su me e la mia famiglia. Quando mi si presenta un problema, più o meno grande, posso affidarlo con fiducia a Lui e vedere, al momento giusto, come intervenga. Posso lasciarLo agire e permettergli di agire anche sulla mia personalità. Non so voi, ma io ho diversi difetti. La Parola di Dio me li fa notare e il Signore Gesù porta avanti un progetto in me, se glielo permetto: mi cambia, mi aiuta a migliorarmi e mi plasma alla Sua gloria. Il cammino con Gesù è molto entusiasmante, non ci si annoia mai. Sono infinitamente grata di averlo incontrato come mio personale Salvatore, Amico, Signore e Re. Il mio consiglio per te: apri la porta della tua vita a Dio, non sarai mai deluso. Mai. Maria, classe 1970
Mi chiamo Lorenzo
e sono nato a Palermo nel 1966 da una famiglia di operai. La famiglia
è composta da: mamma, papà e cinque figli. La mia vita
cambiò all'inizio dell'adolescenza. Avevo solo sei anni quando
diagnosticarono un tumore alla mammella a mia mamma e da quel momento
… vi lascio immaginare.
Al momento del ricovero nella clinica per iniziare le cure, i miei genitori decisero di portare i tre figli maschi in un collegio per orfani (giustamente essendo cinque figli tutti piccoli non potevano curare tutti). In questo collegio di preti vigevano delle leggi abbastanza severe per dei bambini piccoli e soprattutto orfani (io ancora non ero orfano) Alcune leggi riguardavano gli orari delle messe obbligatorie e quindi ho subito per ben sei anni (fino all'età di 12 anni) tre messe al giorno che facendo un calcolo sono 6'570 per 130 minuti ognuna sono 2'562'300 minuti. Nel frattempo alla mia mamma le venne asportata una mammella, si riprese abbastanza bene che ci tirano fuori da quell'inferno (eravamo liberi finalmente). Una volta fuori, mio padre ci disse se volevamo continuare gli studi o lavorare. Decidemmo di lavorare, io cominciai a fare il tappezziere. Dopo ancora sei anni la mia mamma sta ancora male, stavolta non ce niente da fare muore all'età di 42 anni (metastasi). Siamo caduti tutti in un buio totale io non credevo che esistesse un Dio chi mi parlava di Dio mi scagliavo verso di loro con parolacce insulti e via dicendo. Sono passati quindici anni per capire se esistesse un Dio. Dove lavoravo avevo un capo che oltre al lavoro di tappezziere aveva a che fare con dei giri loschi (un mezzo mafioso), una persona abbastanza dura ma io andavo abbastanza d'accordo per me era il mio modello di vita una persona che non si faceva mettere i piedi addosso da nessuno e quando avevo bisogno di qualcosa era sempre disponibile, passano gli anni e ci siamo persi di vista io vado a Milano a lavorare ognuno si sposa. Un'estate vado in ferie a Palermo e per caso l'incontro: "Ciao come stai?" (le solite domande e risposte), subito nel parlare noto che qualcosa aveva di diverso non gli ho visto nel volto quella durezza di sempre, pensando tra me e me forse sposandosi sì e ammorbidito, non ho fatto in tempo a finire di pensare che mi comincia a parlare del Vangelo di Dio di Cristo, sono letteralmente rimasto colpito non per quello che lui stava dicendo ma per quello che io conoscevo che lui era stato ho pensato questo sì e ammattito, alla fine delle ferie vado a salutarlo e gli dico quando vuoi mi vieni a trovare a Milano lui mi rispose vediamo per Natale se mi libero dal lavoro vengo volentieri. Per Natale viene lui e la sua famiglia, nel frattempo si mette in contatto con dei fratelli di una chiesa di Milano e mi chiese se potevo accompagnarlo in chiesa (intanto nei giorni precedenti mi riempiva la testa del Vangelo, io ero angosciato, pensavo che brutto Natale che mi tocca fare) insomma lo accompagnai in chiesa, entrai io con la mia famiglia per non rimanere fuori al freddo e per non lasciarli soli visto che erano nostri ospiti non mi sembrava giusto. Inizia il culto con dei canti bellissimi e la predica del pastore che faceva accapponare la pelle mi sono sentito come un ribollire il sangue stava succedendo qualcosa di anormale ma sentivo che era un qualcosa di positivo di bello di gioia, io e mia moglie ci siamo guardati in faccia come per dire senti le mie stesse emozioni? Lei mi disse bello, ho capito che stava provando le mie stesse emozioni, qualcosa stava cambiando in noi. Ho cominciato a leggere la Bibbia e a scoprire la realtà e la verità sulla parola di Dio, ho cominciato a capire tante di quelle cose che in tutto il tempo che ho passato in collegio e con tutte quelle messe che ho ascoltato non avevo capito niente di Dio. (anche perché erano i preti ad imporci tre messe al giorno, non certo per il nostro volere). Ho imparato a confessare i miei peccati a Dio come dice la Bibbia direttamente a Lui. Ho imparato a liberarmi dell'odio verso un'altra persona, e appunto risanare dei rapporti con chi prima odiavo per qualche motivo anche banale, insomma mi sono liberato di tanti problemi che avevo.La lettura della Bibbia mi ha fatto scoprire la certezza della salvezza, perché come dice la Bibbia se credi con tutto il cuore che Gesù Cristo è il Figlio di Dio sarai salvato. Da quel giorno cambia il mio pensiero su Dio, adesso quando mi e possibile frequento la Chiesa Cristiana Brianza, sono un fratello, mi sono accorto della potenza di Dio, oggi riesco a vivere nella serenità, anche se a volte non va tutto nel verso giusto, ma ho imparato a rivolgermi a Cristo e a vivere una vita da Dio.
Mi chiamo Francesco e sono ex proprietario di un sex-shop chiamato "Eurostudio" che aveva sede a Torino in C.so Racconigi, 40.
All'inizio
ero dipendente e dirigevo il negozio. Successivamente mi venne proposto
di acquistarlo perché l'attività andava male. Accettai la
sfida e comprai l'Eurostudio. In breve tempo riuscii a risollevarne le
sorti economiche. Quel periodo
si protrasse fino a quando una sera del giugno 1988, qualcuno
attirò la mia attenzione su qualcosa di completamente diverso da
quello che avevo conosciuto fino ad allora: DIO. E Dio non si
vergognò di manifestare a me, uno dei peggiori peccatori, il Suo
Figliuolo Gesù, che da allora in poi diventò il mio
compagno ed amico speciale. Dopo qualche
mese mi fu chiaro che dovevo abbandonare quella lurida attività
che era un obbrobrio per Dio Creatore di tutti. Con qualche sacrificio
mi adattai a lavorare in una fabbrica come operaio. Nel 1992 Dio mi
diede una splendida moglie cristiana e attualmente sono missionario per
far partecipi a tutti quelli di quello che Dio ha fatto per me tramite
Gesù, l'Amico e Salvatore di tutti i peccatori del mondo. Ma a costo di
sembrarvi antiquato e moralista io, che facevo attivamente parte di
questo commercio, voglio testimoniare che questa tendenza è
manovrata da Satana stesso per la distruzione delle anime. (Dalla Bibbia, Isaia 55.6-7)
Questo
è quanto ho fatto io e a tutt'oggi testimonio che quanto avete
letto è vero. Gesù può darvi molto di più.
Ecco le parole di Dio per voi: (Dalla Bibbia, Isaia 55.2-3)
Tu ...
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